"Sperate sempre in ciò che aspettate,
ma non aspettate mai ciò in cui sperate.
Credete solo in ciò che vi convince,
ma lasciatevi convincere solo
da ciò in cui credete.
A felice ricordo di chi, tra Schiller, Lessing e se stesso
lascia solo una foglia in libertà,
perché sotto i raggi del sole ogni sua goccia
di rugiada possa brillare"
Paul Preuss
(Altaussee, 19 agosto 1886; 3 ottobre1913), Vienna, 14 Febbraio 1906
Non è detto che quelli
che fanno tante chiacchiere siano i migliori!
Hans Dülfer
(Barmen, 23-maggio-1892; Arras, 15-giugno-1915)
Che senso ha scalare una montagna?... Ciò che conta è sapere di aver compiuto
qualcosa.
Bisogna esser convinti di poter resistere fino alla fine - sappiamo anche che non esistono
sogni
che non valgano la pena di essere sognati... Abbiamo sconfitto un nemico?
No, abbiamo vinto noi stessi. Abbiamo conseguito qualcosa di pienamente soddisfacente...
Lottare e capire - una cosa non è possibile senza l'altra; questa è la vita...
George Leigh Mallory
(Nobberley, contea di Cheshire, 18 giugno1886; Everest, 8 giugno 1924)
In questo stesso sito trovi anche: Il giallo di Mallory
con la foto del ritrovamento
Sinceramente io non mi guardo quasi mai allo specchio;
specialmente,
poi, spogliato. Le mie gambe magre e solo fasciate di muscoli ed il mio
petto sproporzionato, e pure lui con muscoli talmente affioranti che si potrebbe
farne uno studio anatomico, mi fanno un po` di orrore.
Ma quella sera invece mi vidi bello, e non mi parve di essere me stesso.
Per sincerarmi che non sbagliavo, mi toccai, e mi palpai tutto.
E mi vidi (perdonatemi la vanità) proprio bello, scuro, abbronzato dal sole,
un vero capolavoro della natura. Queste sensazioni le dovevo
al pensiero di sentirmi ancora sano, integro e ben vivo.
Emilio Comici (Trieste, 21 febbraio 1901; Val Lunga, 19 ottobre 1940)
Niente
fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria.
La mèta raggiunta è già superata.
Direi quasi un senso di amarezza per il sogno diventato realtà.
Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa,
lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai...
L'uomo felice non dovrebbe avere più nulla da dire, più nulla da fare.
Per mio conto preferisco una felicità irragiungibile,
sempre vicina e sempre fuggente.
Giusto Gervasutti, il Fortissimo (Cervignano del Friuli, 17 aprile 1909; Mont Blanc du Tacul, 16 settembre
1946)
all'indomani della prima alla Est delle Grand Jorasses, la sua impresa più
notevole.
da: "Giusto Gervasutti il
Fortissimo", Melograno Edizioni
L'idea di affrontare una notte all'addiaccio a 8000 metri di quota, senza
l'equipaggiamento necessario - senza sacco a pelo, senza telo da bivacco, senza corda e
senza zaino - non mi sembra affatto strana, anzi mi pare quasi naturale. Dopo tutto ho
delle belle scarpe calde imbottite di feltro, è ben difficile che mi si congelino i
piedi. Lo zaino con il maglione pesante e i vestiti di ricambio è laggiù sul pianoro, ma
sono in grado di resistere anche con il solo pullover che indosso: mi è già successo
altre volte di dover affrontare temperature di meno venti gradi in situazioni tutt'altro
che incoraggianti
(luglio 1953, conquista solitaria del Nanga Parbat, 8000
"stregato" e fatale a molti)
per te niente musichetta (cambia browser!!!)Hermann Buhl (Innsbruck, 21 settembre 1924; cresta del Chogolisa, 27 giugno 1957)
La presenza
degli amici, seppure materialmente lontani e inavvicinabili,
ha sul mio spirito un potere galvanizzante. Provo la certezza che arriverò
in cima al Dru. Non dormo, naturalmente, ma passo il mio tempo a rimuginare
sulle inevitabili riflessioni. Mi sento infine come se ritornassi alla vita
dopo esserne stato tanto lontano da dubitare quasi che le mie esperienze
ancora in atto appartengano invece che a me a un'altra persona immaginaria.
Nulla è mutato materialmente da pochi minuti a questa parte, il dolore alle mani
è sempre più crudele, la sete bruciante, l'ombra nera degli strapiombi che
spuntano sopra il capo continua a essere repulsiva, eppure dentro di me
si è ribaltata una condizione. Soltanto adesso sento di rientrare nella dimensione
umana ed è in questo stato che ora posso stabilire l'intensità di ciò che
ho vissuto quassù. La mia misura, ora me ne rendo conto, era fino a poche ore
fa quella della montagna i cui elementi, roccia, gelo, vuoto, staticità,
avevano finito per assorbirmi. Ero arrivato a farne parte, a formare
un'unica cosa con lei. Sento dunque di avere in pugno il Pilastro del Dru,
ma sento anche di aver varcato ben più importanti, invisibili confini.
So di aver superato la barriera che mi separava dalla mia anima e nell'esaltazione di
questo momento provo un gran desiderio di piangere.
Un pianto il mio che stranamente si sostituisce con un canto,
sommesso all'inizio e poi sempre più forte, come dovessi liberarmi da un incubo.
Il cielo comincia a schiarirsi, sta per iniziare la sesta giornata di lotta
e ogni mia energia è raccolta e protesa verso l'ultimo ostacolo che oppone la vetta.
da: "Le mie montagne"; Il Pilastro sud ovest del Dru
Walter Bonatti
(Bergamo, 22 giugno 1930, vivente)
Ho sempre
voluto sapere
quanto di freddo e di caldo,
di speranza e di paura
di debolezza e di forza
di altezze e di profondità
l'uomo possa sopportare.
Volevo sperimentare la
frontiera,
il limite dello sfinimento;
almeno intuire
l'essere consumato,
svuotato, sbriciolato.
Poichè non si poteva salire più in alto
ho continuato a cercare,
ho creduto finalmente
di trovare la risposta
nella ripetizione, nella serie:
«fin qui e non oltre».
L'azione però dissolve
sempre e di nuovo
la certezza.
Reinhold Messner
(Villnoss/Funes 17 settembre 1944, vivente)
Le più eccelse prestazioni in qualsiasi campo
dell'esistenza non possono essere raggiunte seguendo
una ricetta, non sono trasmissibili da un individuo
ad un altro.
La somma del talento , dell'intelligenza, dell'istinto
e del duro lavoro basta in genere solo per uno scopo,
è finalizzabile verso un'unica attività.
Il problema fondamentale è quello
di sapersi valutare correttamente.
Hans Kammerlander
(Acereto, Sud Tirolo, 1956, vivente)